FER

FER (10)

Martedì, 12 Ottobre 2010 06:15

Home DB FER

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Banca Dati degli impianti alimentati da Fonti Energetiche Rinnovabili nella Provincia di Livorno

 
 
 
 

 
 
 
Il database è realizzato nell'ambito del Piano Energetico della Provincia di Livorno e contiene le caratteristiche degli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili realizzati sul territorio della Provincia di Livorno.
 
E' possibile generare report degli impianti registrati, selezionandoli in base a Comune, Tipologia di fonte di energia, Tipologia di energia prodotta (termica o elettrica) e Stato autorizzativo.
Se non vengono impostati criteri di selezione il report mostrerà tutti gli impianti presenti nel database.
 
Le informazioni contenute nella banca dati provengono dai dati in possesso della Provincia di Livorno e dei Comuni della Provincia di Livorno e dai dati messi a disposizione dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
 
 
Martedì, 25 Maggio 2010 09:09

Energia Solare

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Solare

L'Energia Solare può essere impiegata per la produzione di energia elettrica oppure per la produzione di  energia termica.

Pertanto si distinguono diversi tipi di impianto, in base alle diverse applicazioni:

Per i riferimenti normativi ed ulteriori informazioni consultare il sito della REGIONE TOSCANA

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Martedì, 27 Aprile 2010 10:23

Energia Solare - Solare a Concentrazione

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Rientrano in questa categoria gli impianti di tipo termico, come il solare termico ma con caratteristiche termodinamiche.

Il principio è quello di concentrare, appunto, i raggi solari in una zona dove si trova un fluido termovettore allo scopo di riscaldarlo.

In particolare si possono avere impianti solari a concentrazione con:

- specchi parabolici per concentrare i raggi solari su un tubo ricevitore, nel quale viene fatto scorrere il fluido termovettore;

- specchi piani che concentrano i raggi all'estremità di una torre in cui è posta una caldaia riempita di sali che per il calore fondono.

fonte: Abengoa Solar - Spain

Mercoledì, 10 Marzo 2010 11:33

Energia Solare - Fotovoltaico

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L'effetto fotovoltaico consente di trasformare l'energia solare in energia elettrica, attraverso l'impiego di materiali semiconduttori.

Il materiale più comunemente impiegato nei moduli fotovoltaici è il silicio nella sua forma cristallina (mono-cristallino e poli-cristallino).
 
Il fotovoltaico di seconda generazione riguarda applicazioni con film sottile, per le quali si possono distinguere te principali tecnologie:
  • silicio, in forma amorfa o microcristallina
  • tellururo di cadmio
  • CIGS composto da rame, indio, gallio e selenio
Un impianto fotovoltaico è essenzialmente composto da:
  • generatore fotovoltaico (connessioni in serie e parallelo di moduli)
  • inverter (convertitore di corrente continua in corrente alternata)
  • quadri e cavi elettrici
  • contatore
"Tariffe incentivanti" per gli impianti che entrano in esercizio nel primo semestre di applicazione previste dal Decreto denominato "Quinto conto energia":

 

Impianti sugli edifici

Altri impianti fotovoltaici

Intervallo di potenza

Tariffa Omnicomprensiva

Tariffa premio sull’energia consumata

Tariffa Omnicomprensiva

Tariffa premio sull’energia consumata

kW

€/MWh

€/MWh

€/MWh

€/MWh

1≤P≤3

208

126

201

119

3<P≤20

196

114

189

107

20<P≤200

175

93

168

86

200<P<1000

142

60

135

53

1000<P≤5000

126

44

120

38

P>5000

119

37

113

31

 
"Tariffe incentivanti" per gli impianti che entrano in esercizio nel secondo semestre di applicazione
previste dal Decreto denominato "Quinto conto energia":

 

Impianti sugli edifici

Altri impianti fotovoltaici

Intervallo di potenza

Tariffa Omnicomprensiva

Tariffa premio sull’energia consumata

Tariffa Omnicomprensiva

Tariffa premio sull’energia consumata

kW

€/MWh

€/MWh

€/MWh

€/MWh

1≤P≤3

182

100

176

94

3<P≤20

171

89

165

83

20<P≤200

157

75

151

69

200<P<1000

130

48

124

42

1000<P≤5000

118

36

113

31

P>5000

112

30

106

24


Altre informazioni sono consultabili sul sito del
Ministero delle Attività produttive

Per i riferimenti normativi e per ulteriori informazioni, consultare il sito della REGIONE TOSCANA

PROCEDURE AUTORIZZATIVE 

Tipo di impianto

Tipologia di autorizzazione

Procedura da seguire

Completamente integrati o aderenti per tutto lo sviluppo del tetto, indipendentemente dalla potenza

Attività libera
(Art.17 L.R. 39/2005 e D.lgs 115/2008)

Comunicazione scritta al Comune almeno venti giorni prima dell’inizio dei lavori

Impianti di potenza nominale fino a 5 kW se realizzati secondo le condizioni fissate dal PIER (1)

Attività libera
(Art.17  L.R. 39/2005)

Comunicazione scritta al Comune almeno venti giorni prima dell’inizio dei lavori

Impianti aventi tutte le seguenti caratteristiche:

  1. realizzati su edifici esistenti o sulle loro pertinenze;
  2. Aventi una capacità di generazione fino a 200 kWe;
  3. Realizzati al di fuori della zona A) di cui al Decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n.1444

Attività libera
(ai sensi dell’art. 6 comma, lettera d) del DPR 380/2001)

Comunicazione scritta al Comune prima dell’inizio dei lavori

Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) aventi tutti le seguenti caratteristiche:

  1. moduli FV sono collocati sugli edifici;
  2. la superficie complessiva dei moduli FV dell’impianto non sia superiore a quella del tetto dell’edificio sul quale i moduli sono collocati

PAS
(ai sensi dell’articolo 21, comma 1 del DM 6 agosto 2010 e D.lgs 28/2011)

Presentazione della PAS, ai sensi del D.lgs 28/2011, al Comune

Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) di potenza nominale inferiore a 20 kW

PAS (art. 16 L.R. 39/2005, D.lgs 387/2003 e D.lgs 28/2011)

Presentazione della PAS ai sensi del D.lgs 28/2011 al Comune

Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera o con PAS) di potenza nominale fino a 1 MW

Autorizzazione unica provinciale
(art.13 L.R. 39/2005) di norma senza VIA (art. 27 L. 99/2009)

Istanza alla Provincia

Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera o con PAS) di potenza nominale superiore a 1MW

Autorizzaione unica provinciale
(art.13  L.R. 39/2005) previa verifica di VIA

Istanza alla Provincia per l’autorizzazione, e istanza per la verifica di VIA

(1) Per questi casi il PIER richiede due condizioni, entrambe necessarie: 
- che i moduli siano integrati o parzialmente integrati sul tetto o ubicati al suolo; esclude quindi i moduli su tetto senza nessuna integrazione;
- che non sia obbligatoria l'acquisizione di altre autorizzazioni, di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonom storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità.
In assenza di tali condizioni si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella.

Attenzione, si ricorda che: 
- per effetto della L.99/2009 il richiedente l'autorizzazione deve dimostrare, nel corso del procedimento e comunque prima del rilascio dell'autorizzazione, la ddisponibilità del suolo su cui realizza l'impianto:
- la legge regionale 1/2011 ha stabilito particolari prescrizioni per gli impianti fotovoltaici a terra, in particolare in area agricoòla o di valore storico-paesaggistico, ovvero le "aree non idonee" all'installazione e le distanze minime dagli altri impianti fotovoltaici.

Mercoledì, 16 Dicembre 2009 18:33

Energia da Biomassa

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Biomassa

  

La biomassa è la frazione biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali ed animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese pesca ed acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

La biomassa può essere classificata in base allo stato di aggregazione della materia in:
  • solida
  • liquida
  • gassosa

Per i riferimenti normativi ed ulteriori informazioni si veda il sito della REGIONE TOSCANA

PROCEDURE AUTORIZZATIVE  

Per produzione di energia elettrica

Tipo di impianto

Tipologia di autorizzazione

Procedura da seguire

Fino a 0,5 MW termici,laddove realizzati secondo le condizioni fissate dal PIER (1)

Attività libera (art. 17 L.R. 39/2005)

Comunicazione scritta al Comune almeno venti giorni prima dell’inizio dei lavori

Impianti aventi entrambe le seguenti caratteristiche:

i. realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni d’uso, non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici.
ii. aventi una capacità di generazione fino a 200 kWe

Attività libera (ai sensi dell’art. 123, comma 1, secondo periodo e dell’art. 6 comma 1, lettera a) del DPR 380 del 2011)

Comunicazione scritta al Comune prima dell’inizio dei lavori

Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) di potenza nominale inferiore a 200 kW elettrici (se si tratta di biomassa gassosa, inferiore a  250 kW elettrici)

PAS (art. 16 L.R. 39/2005, D.lgs 387/2003 e D.lgs 28/2011)

Presentazione della PAS, ai sensi del D.lgs 28/2011, al Comune

Altri impianti (2)

Autorizzazione unica provinciale (art. 13 L.R. 39/2005)

Istanza alla Provincia

(1) Per questi casi il PIER richiede due condizioni, entrambe necessarie: che non ci sia attività edilizia soggetta a permesso di costruzzione e contemporaneamente non sia obbligatoria l'acquisizione di altre autorizzazioni, di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità. Altrimenti si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella.
(2) Per gli impianti a biomasse che producono sia elettricità che calore sono disponibili ulteriori forme di semplificazione indicate al paragrafo  "impianti di cogenerazione da biomassa".


Biomassa termica (solo produzione di calore)
 
 

Tipo di impianto

Tipologia di autorizzazione

Procedura da seguire

Impianti aventi tutti le seguenti caratteristiche:

  1. realizzati negli edifici esistenti e negli spazi liberi privati annessi;
  2. funzionali alle esigenze dell’edificio di acqua calda o aria

Attività libera (ai sensi dell’art. 7 del D.lgs 28/2011 e dell’art. 6 del DPR n. 380/2001)

Comunicazione scritta al Comune, prima dell’inizio lavori

Fino a 0,5 MW termici laddove realizzati secondo le condizioni fissate dal PIER

Attività libera (art. 17 L.R. 39/2005)

Comunicazione scritta al Comune, almeno 20 giorni prima dell’inizio lavori

Altri (3)

Per l’aspetto edilizio l’atto prescritto dalla normativa edilizia comunale.

Per impianti più grossi anche autorizzazione alle emissioni ai sensi del D.lgs 152/2006

L’aspetto edilizio è di competenza del Comune.

L’eventuale autorizzazione alle emissioni è di competenza della Provincia

(3) Per questo caso il PIER richiede che l'intervento non comporti attività edilizia già soggetta a permesso di costruzione. Altrimenti si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella.

Impianti di cogenerazione da biomassa (produzione combinata di calore e di energia elettrica)

Per cogenerazione si intende la produzione combinata di energia elettrica e calore.

La cogenarazione offre la possibilità di produrre energia elettrica  ad alta efficienza (oltre 80%) riducendo in modo sensibile le emissioni di C02. Permette la produzione di calore e elettricità a livello di condomino o appartamento.

Tipo di impianto

Tipologia di autorizzazione

Procedura da seguire

Con capacità di cogenerazione massima inferiore a 50 kW elettrici

Attività libera (art. 17 L.R. 39/2005 e art. 27 L. 99/2009)

Comunicazione scritta al Comune almeno venti giorni prima dell’inizio dei lavori

Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) con capacità di generazione massima inferiore a 1 MW elettrico, ovvero a 3 MW termici

PAS (art. 16 L.R. 39/2005, D.lgs 387/2003 e D.lgs 28/2011)

Presentazione della PAS, ai sensi del D.lgs 28/2011, aql Comune

Altri impianti (4)

Autorizzazione unica provinciale (art. 11 e 13 L.R. 39/2005)

Istanza alla Provincia

(4) Per gli impianti di cogenerazione da biomasse  sono disponibili ulteriori forme di semplificazione indicate al paragrafo "impianti a biomasse (produzione di energia elettrica)".
Attenzione: per effetto della L. 99/2009 il richiedente l'autorizzazione deve dimostrare, nel corso del procedimento e comunque prima del rilascio dell'autorizzazione, la disponibilità del suolo su cui realizza l'impianto.

Mercoledì, 16 Dicembre 2009 18:32

Energia Idraulica

Scritto da

Idraulica

L'energia idroelettrica sfrutta l'energia potenziale contenuta in una massa d'acqua in quota, questa si trasforma in energia cinetica e viene convertita in energia elettrica tramite turbine idrauliche.

La potenza di un impianto dipende dalla portata e dal dislivello (salto geodetico).

Gli impianti si dividono in:

  • micro idroelettrico     P < 100 kW
  • mini idroelettrico       100 < P< 1.000 kW
  • piccolo idroelettrico  1.000 < P < 10.000 kW
  • grande idroelettrico   P > 10.000 kW
Gli impianti possono essere di tre tipologie:
  • Acqua fluente: L'impianto viene posizionato su un corso d'acqua.
  • A bacino: L'acqua viene raccolta in un bacino tramite un'opera di sbarramento o diga.
  • Ad accumulo: L'acqua viene portata in quota per mezzo di pompe.

Per ulteriori informazioni consultare il sito della REGIONE TOSCANA

PROCEDURE AUTORIZZATIVE

Tipo di impianto

Tipologia di autorizzazione

Procedura da seguire

Impianti aventi le seguenti caratteristiche:

  1. realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni d’uso, non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
  2. aventi una capacità di generazione fino a 200 kWe

Attività libera
(ai sensi dell’art. 123, comma 1, secondo periodo e dell’art. 6, comma 1, lettera a) del DPR 380/2001

Comunicazione scritta al Comune prima dell’inizio dei lavori

Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) di potenza inferiore a 100 kWe

PAS
(art. 16 L.R. 39/2005, D.lgs 387/2003 e D.lgs 28/2011)

Presentazione della PAS, ai sensi del D.lgs 28/2011, al Comune

Altri impianti

Autorizzazione unica provinciale, eventualmente data all’interno dell’atto di concessione di derivazione acqua, anche se questo deve essere acquisito.

Istanza alla Provincia

Mercoledì, 16 Dicembre 2009 18:32

Energia Geotermica

Scritto da

Geotermica

Il termine "geotermia" proviene dal greco geo (terra) e thermo (calore). Quindi geotermia significa calore della terra.

Il flusso  di calore terrestre è una sorgente energetica continua e senza fine, almeno secondo una scala temporale umana.  Le difficoltà incontrate nello sviluppo di sorgenti geotermiche: caratteristiche geologiche, posizione geografica e tecnologia disponibile, sono il principale problema per un loro utilizzo.

L'energia geotermica può essere sfruttata sia  per produrre energia elettrica che energia termica. La produzione di energia elettrica avviene impiegando il calore della terra in un turbogeneratore, mentre l'energia termica avviene per scambio di calore con un fluido termovettore. Una particolare applicazione si ha nella climatizzazione degli ambienti.

In Italia un'importante zona sfruttata per produrre energia elettrica e termica da energia geotermica è quella di Larderello in provincia di Pisa che ha una produttività di 4800 GWh/anno.

Per i riferimenti normativi ed ulteriori informazioni consultare il sito della
REGIONE TOSCANA

PROCEDURE AUTORIZZATIVE 

Tipo di impianto

Tipologia di autorizzazione

Procedura da seguire

Impianti di produzione di calore da risorsa geotermica, senza prelievo di fluido, per climatizzazione edifici

SCIA
(art. 16 L.R. 39/2005)

Presentazione della SCIA, ai sensi della L.R. 39/2005 e della L.R. 1/2005, al Comune

Impianto geotermico, con prelievo di fluido, se la profondità è inferiore ai 400 metri e la potenza termica è inferiore ai 2 MW termici

Autorizzazione provinciale insieme alla Concessione di derivazione acqua pubblica
(art.15 L.R. 39/2005, D.lgs 22/2010 e RD 1775/33)

Istanza alla Provincia che promuoverà una procedura unica per tutti gli atti necessari alla realizzazione dell’opera.

 

Mercoledì, 16 Dicembre 2009 18:29

Energia Solare - Solare Termico

Scritto da

Il solare termico è una tecnologia in cui si sfrutta il calore generato dal sole.
Gli impianti solari termici sono finalizzati principalmente alla produzione di:
- acqua calda sanitaria: ad uso domestico, per utenze collettive, per impianti sportivi etc.;
- riscaldamento domestico e degli ambienti in generale: per integrare o sostituire la caldaia tradizionale;
- riscaldamento di fluidi: acqua delle piscine, acqua di processo (acqua di lavaggio di macchinari, acqua per il mantenimento in temperatura di vasche di fluidi di varia natura, etc.).
 
Gli impianti solari termici possono essere a:

- circolazione naturale: il fluido riscaldato dall’energia solare raggiunge “naturalmente” lo scambiatore termico;
- circolazione forzata: la circolazione del fluido avviene mediante l’impiago di una pompa.

Il componente che cattura il calore dal sole è detto collettore solare. L’elemento principe di un collettore solare è, in pratica, una piastra captante percorsa da una serie di tubazioni lungo le quali scorre il fluido che deve scaldarsi.

I collettori solari sono di due tipologie:

- collettori piani
- collettori sottovuoto (migliore efficienza)

Per ulteriori informazioni consultare il sito della REGIONE TOSCANA
 

PROCEDURE AUTORIZZATIVE

Tipo di impianto

Tipologia di autorizzazione

Procedura da seguire

Completamente integrati o aderenti, fino a tutto lo sviluppo del tetto indipendentemente dalla potenza

Attività libera
(art.17 L.R. 39/2005 e D.lgs 115/2008)

Comunicazione scritta al Comune almeno venti giorni prima dell’inizio dei lavori.

Impianti aventi tuti le seguenti caratteristiche:

a)       gli impianti siano realizzati su edifici esistenti o su loro pertinenze, ivi inclusi i rivestimenti delle pareti verticali esterne agli edifici;

b)       gli impianti siano realizzati al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per il lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444

Attività libera
(ai sensi dell’art. 7 del D.lgs 28/2011 e dell’art. 6 del DPR 380/2001)

Comunicazione scritta al Comune prima dell’inizio dei lavori.

Impianti con sviluppo fino a 20 metri quadrati, nei casi specificati dal PIER (1)

Attività libera
(art. 17 L.R. 39/2005)

Comunicazione scritta al Comune almeno venti giorni prima dell’inizio dei lavori.

Nel settore florovivaistico, impianti con sviluppo fino a 200 metri quadrati, nei casi specificati dal PIER (1)

Attività libera
(art. 17 L.R. 39/2005)

Comunicazione scritta al Comune almeno venti giorni prima dell’inizio dei lavori.

Impianti (non rientranti nell’attività libera) con sviluppo da 20 a 100 metri quadrati nei casi specificati dal PIER (1)

SCIA
(art.16 L.R. 39/2005)

Presentazione della SCIA, ai sensi della L.R. 39/2005 e della L.R. 1/2005, al Comune

Altri

Permesso di costruzione, salvo ulteriori semplificazioni decise dal Comune

Richiesta del permesso al Comune

 (1) Per questi casi il PIER richiede che i moduli siano integrati o parzialmente integrati sul tetto o ubicati al suolo; esclude quindi i moduli su tetto sena alcuna integrazione.
In assenza di tali condizioni si applicano le altre casistiche indicate dalla tabella.

Mercoledì, 16 Dicembre 2009 18:24

Energia Eolica

Scritto da

Eolica

Il vento è il movimento di masse d’aria rispetto alla superficie della Terra,
dovuto essenzialmente alle differenze di temperatura tra varie zone della superficie
ed alla rotazione terrestre, che implica un trasporto di energia cinetica.
L'energia eolica risulta dalla conversione dell'energia cinetica del vento
in altre forme di energia (meccanica, elettrica, idraulica).
I generatori eolici sono costituiti da un insieme di componenti
(fluidi, meccanici ed elettrici) che, integrati, permettono tale trasformazione energetica.
Comunemente si distinguono:
- la torre
- la turbina eolica (rotore)
- il moltiplicatore
- il generatore
- il convertitore
 
Indicativamente possiamo classificare gli aerogeneratori in base alla potenza in questo modo:
- micro: P < 5 kW
- mini 5 kW < P 100 kW
- medie: 100 kW < P 300 kW
- grandi: 300 kW < P 600 kW
- mega: da 600 kW fino 2 MW e oltre
 
Con l'espressione eolico off-shore si intendono gli impianti installati ad alcune miglia dalla costa di mari o laghi, per meglio utilizzare la forte esposizione alle correnti di queste zone

Per i riferimenti normativi ed ulteriori informazioni consultare il sito della REGIONE TOSCANA

PROCEDURE AUTORIZZATIVE 
  le border="0"> <tbody> <tr> <td> <p><span><span><strong>Tipo di impianto</strong></span></span></p> </td> <td> <p><span><span><strong>Tipologia di autorizzazione</strong></span></span></p> </td> <td> <p><span><span><strong>Procedura da seguire</strong></span></span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span><span>Singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro</span></span></p> </td> <td> <p><span><span>Attività libera<br />(art. 17 L.R. 39/2005 e D.lgs 115/2008)</span></span></p> </td> <td> <p><span><span>Comunicazione scritta al Comune, almeno 20 giorni prima dell’inizio lavori</span></span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Impianti di potenza fino a 5 kW se realizzati secondo le condizioni fissate dal PIER (1)</span></span></p> </td> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Attività libera<br />(art. 17 L.R. 39/2005)</span></span></p> </td> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Comunicazione scritta al Comune, almeno 20 giorni prima dell’inizio lavori</span></span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Impianti (escluso quelli realizzabili come attività libera) di potenza inferiore a 60 kW</span></span></p> </td> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Procedura abilitativi semplificata – PAS<br />(Art. 16 L.R. 39/2005, D.lgs 387/2003 e D.lgs 28/2011)</span></span></p> </td> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Presentazione della PAS, ai sensi del D.lgs 28/2011, al Comune</span></span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Impianti di potenza da 60 kW fino a 1 MW</span></span></p> </td> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Autorizzazione unica<br />(Art. 13 L.R. 39/2005) della Provincia, di nomra senza VIA (Art. 27 L. 99/2009)</span></span></p> </td> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Istanza alla Provincia</span></span></p> </td> </tr> <tr> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Impianti di potenza superiore a 1 MW</span></span></p> </td> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Autorizzazione unica<br />(Art. 13 L.R. 39/2005) della Regione, con adempimenti Valutazione Impatto Ambientale</span></span></p> </td> <td> <p><span><span> </span></span></p> <p><span><span>Istanza alla Regione Toscana</span></span></p> </td> </tr> </tbody> </table> <span><br />(1) per questi casi il PIER richiede che non sia obbligatoria l'acquisizione di altre autorizzazioni, di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità. Altrimenti si procede con la presentazione di una PAS al Comune</span></div>"
Lunedì, 19 Ottobre 2009 15:30

Fonti di Energia Rinnovabili FER - Menu

Scritto da

LINK AL SITO DELLA REGIONE TOSCANA

Link a siti di interesse sulle fonti rinnovabili

Il principale vantaggio delle FER consiste nella sostituzione, come fonte di energia, di quelle fossili, che sono causa di emissioni di gas ad effetto serra, quali l'anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), l'ossido di azoto (N2O),  gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l'esafluoro di zolfo (SF6).

Le Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) sono definite dal DLgs 387/03 Art. 2 come le fonti energetiche rinnovabili non fossili, quali:

- Eolica

- Solare

- Geotermica

- Idraulica

- Del moto ondoso e maremotrice

- Biomassa (In particolare, per biomasse si intende la parte biodegradabile dei prodotti, dei rifiuti e dei residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

- Gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas

 

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